Alla scoperta di uno dei borghi più belli d'Italia: Posada (NU)

Il termine sardo "Pasiadia" significa riposati, rilassati, siediti, fermati un momento, calmati, lascia stare tutto quello che stai facendo.

Posada deve il suo nome proprio a questa parola, in realtà proveniente dal catalano-spagnolo, in quanto, in tempi antichi, fungeva da luogo di sosta trovandosi all'incrocio delle strade che collegavano i centri più importanti dell'Isola. Io però in questo nome ci ho trovato un'altra origine.

Ci sono passata affianco circa un migliaio di volte, visibile com'è dalla SS 131 che da Olbia porta a Nuoro, e mai che sia riuscita a fermarmi. Poi arriva d'un tratto un'occasione ghiotta per andare a visitarla come l'Instawalk organizzato dalla community di Igers Nuoro, ed eccomi finalmente entrare, un giorno di metà novembre, nel capoluogo delle Baronie, storica sub regione del nord est sardo. 

Mentre percorro la strada che dalla quattro corsie porta a Posada, già inizia il mio stupore. Il terzo classificato al Borgo dei Borghi 2016 si aggrappa alla roccia nuda del promontorio sul quale è sorto: le case alte e colorate son state costruite sul ciglio del vuoto, la pietra calcarea le sostiene quasi con leggerezza; il borgo assume un aspetto piramidale, tipico del Medioevo, sulla cui cima svetta la torre di quello che fu l'immenso Castello della Fava

Lasciata la macchina al primo parcheggio che si trova sulla Circonvallazione Est (dove, per i più atletici, si trova l'innovativo servizio di bike-sharing), comincia la scoperta di una silenziosa e autunnale Posada.

Strette viuzze di pietra mi accolgono e pareti colorate mi abbracciano nel silenzio assoluto di una domenica mattina, ogni angolo merita una fotografia tutta sua. Fra ripidi gradini e salite lastricate, gatti e fiori colorati danno il benvenuto, i tetti zigzagano su mura nude, gialle, rosa e celesti e regalano  scorci mozzafiato sull'azzurro del mare, che qui è detentore, da quasi dieci anni, delle 5 Vele di Legambiente. Qualche piccolo terrazzino privato, nel labirintico dedalo di vicoli segreti, inizia a svelare perchè il nome del borgo medievale significhi riposa.

Fra i vicoli di Posada
Fra i vicoli di Posada

Ma è solo quando arrivo sulla terrazza panoramica della torre del Castello della Fava (3 euro l'entrata), eretto nel XII secolo dai Giudici di Gallurache mi rendo veramente conto di quanto bene le stia questo nome.

Non c'è rumore lassù, il fruscio del vento è l'unico compagno: è pace non appena lo sguardo si posa sul lunghissimo litorale dorato che comprende le spiagge de Su Tiriarzu e di San Giovanni e sul porto turistico del borgo, La Caletta, incastonato nella verde vallata attraversata dalle curve armoniose del Rio Posada; sul paese che si protende verso sud come un ginepro piegato dal maestrale. La vista si perde dentro una scenografia mozzafiato a trecentosessanta gradi, nella quale le pareti argentate e mastodontiche del Montalbo, che si erge verso sud, sono indiscusse protagoniste assieme al blu qui infinito.

Riposati, rilassati, siediti, fermati un momento, calmati, lascia stare tutto quello che stai facendo e goditi Posada.

Panorama dal Castello della Fava
Panorama dal Castello della Fava

Nella discesa dal Castello, le cui mura difensive sono ancora lì ben salde, ai vicoli tortuosi e tranquilli, mi accompagna una sensazione bellissima. E tutto ciò che ho visto dopo è come se fosse stato ancora più bello.

La chiesa di Sant'Antonio Abate, ancora vecchi vicoli incorniciati da rossa bouganville, le mollette sui fili spogli di domenica e una signora che timida si affaccia alla porta, persiane e intere mura azzurre, bianchi chignon eleganti avvolti dentro mantelle viola, tetti a terrazza dai muri candidi e ancora una panoramica piazza, quella dedicata allo scrittore, storico e poeta Giacomino Zirottu, con tre panchine sulle quali sedersi e dove, ancora una volta, l'atmosfera sembra cullarmi: riposati, rilassati, siediti...

Una passeggiata piacevole è quella che ti aspetta a Posada o, meglio, un vagabondare lento, un perderti continuamente fino ad arrivare sotto un arco di pietra incastrato fra mura color del cielo, dove ti fermerai ad annusar il profumo della storia: è l'antica entrata principale della cittadella, l'ingresso di ponente al borgo medievale, ancora intatto.

L'antica entrata principale di Posada
L'antica entrata principale di Posada

Qui, l'aroma del caffè ti trasporterà dentro un particolare e suggestivo luogo di sosta: L'Antico Terrazzo, il locale in pietra proprio attaccato all'arco, un accogliente bar dal sapore romantico con una terrazza panoramica che da sul mare da una parte, sulle montagne dall'altra e che alle spalle, su in alto, ha la torre del castello. Ci ho scattato mille mila foto perché gli interni sono graziosamente arredati e l'ho trovato assolutamente perfetto.

E' qui che saluto il centro vivace di Posada per tuffarmi nell'azzurro delle sue acque, un minuto di macchina ed eccomi davanti ad una scenografia davanti alla quale qualsiasi amante della fotografia darebbe di matto: un ponte in legno, uno stagno (Pauli Bamba o Stagno Longu), i giunchi mossi dal vento, le nuvole riflesse sull'acqua, una barchetta abbandonata e, oltre tutto questo, la spiaggia sconfinata de Su Tiriarzu: cinque chilometri di bellezza selvaggia, di granelli bianchi misti a conchiglie ambrate, di bassi fondali cristallini che digradano nel blu. 

Il bello però è voltarsi, spalle al mare e, nell'immediato entroterra, trovare Posada che spicca nel verde paesaggio, arroccata in alto, dentro una tavolozza di colori tenui, immersa in un altro millennio con la sua torre di pietra e allora ti fermi, ti siedi sulla sabbia morbida, ti rilassi, lasci stare tutto quello che stai per fare e ti godi Posada.

Il ponte che attraversa lo stagno e porta a Su TiriarzuIl ponte che attraversa lo stagno e porta a Su Tiriarzu

Qualche info organizzativa:

Visita al Castello della Fava: Euro 3,00, gratis per i bimbi under12 - Orario visita dalle 9 alle 20 (ma sarebbe bene, durante il periodo autunno/inverno chiamare per accertarsene).

Dove mangiare: durante la mia breve visita, oltre ad aver preso un caffè al volo a L'Antico Terrazzo (che serve anche ottimi aperitivi), ho pranzato molto bene a La Caletta, ad un paio di minuti in macchina da Posada, in un super social bistrot: La Colmena.

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TI LASCIO QUALCHE FOTO QUAGGIU' MA SOLO SE PROMETTI DI ANDARE A SCOPRIRLA DI PERSONA ;)

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Tags: sardegnantheroad, posada, borghiditalia

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